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Violenze a Milano, Tommaso Cerno critica la sinistra e solleva dubbi sui legami con l’islamismo radicale

Proteste violente, Cerno punta il dito sulla sinistra, "Chi c'è dietro la rivolta organizzata sui social?" - Baritalia News

Il giornalista interviene sui disordini e solleva interrogativi sui possibili legami con l’islamismo radicale

Tommaso Cerno interviene sulle violenze di Milano e solleva interrogativi sui possibili collegamenti tra ambienti dell’islamismo radicale e gruppi protagonisti delle proteste, criticando la sinistra. Le violenze di Milano, l’inchiesta su Youssef Siher e i possibili legami finiscono al centro di un duro intervento del giornalista. Cerno mette in discussione le interpretazioni che attribuiscono i disordini esclusivamente al disagio giovanile e chiede di approfondire le eventuali responsabilità di chi potrebbe aver favorito l’organizzazione delle manifestazioni.

Il punto centrale del suo ragionamento riguarda la possibilità che dietro alcune mobilitazioni, presentate come spontanee e diffuse attraverso i social, possano esserci reti organizzate con obiettivi politici più ampi. Si tratta di un’ipotesi che gli investigatori stanno cercando di verificare, ma sulla quale non risultano ancora accertamenti definitivi. Il giornalista apre il proprio intervento contestando l’atteggiamento di una parte del mondo progressista di fronte ai possibili collegamenti tra le violenze di piazza e ambienti dell’estremismo religioso.

In Italia, scrive Cerno, se conducono all’islamismo radicale ne servono trecento per alzare un sopracciglio nei salotti progressisti, sostenendo che Tre indizi fanno una prova e che la situazione richiederebbe molta più attenzione da parte di tutti. Il chiaro riferimento è alla nota vicenda giudiziaria di Youssef Siher, il trentenne che è stato fermato nell’ambito della delicata inchiesta sui disordini che hanno interessato la città di Milano il diciassette e diciotto ottobre scorsi.

Questa analisi mette in luce come esista una costante sottovalutazione del fenomeno nei dibattiti politici attuali, ignorando i segnali d’allarme che arrivano dalle indagini e preferendo concentrarsi su altre letture superficiali dei fatti, sebbene le autorità competenti stiano verificando ogni singolo aspetto con la massima attenzione per comprendere se vi siano state reali regie occulte dietro a quelle manifestazioni di piazza che hanno provocato ingenti danni materiali e momenti di grande tensione collettiva.

Gli investigatori ritengono che l’uomo possa aver avuto un ruolo nell’organizzazione delle mobilitazioni attraverso il cosiddetto Movimento 17 ottobre. Le contestazioni riguardano, tra l’altro, l’istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Si tratta di ipotesi accusatorie ancora sottoposte alle verifiche dell’autorità giudiziaria. Cerno richiama inoltre i presunti rapporti di Siher con ambienti dei Giovani Palestinesi Italiani, reti studentesche musulmane e iniziative della comunità islamica lombarda. Cita anche Alba Nascente, organizzazione sulla quale sarebbero stati rivolti approfondimenti informativi.

L’esistenza e la natura di eventuali collegamenti con organizzazioni estremiste restano tuttavia da accertare. Un altro passaggio dell’intervento riguarda Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, arrestato il 27 dicembre 2025 nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Genova. Secondo l’ipotesi accusatoria, attraverso una rete di associazioni formalmente impegnate in attività benefiche sarebbero stati trasferiti circa sette milioni di euro a soggetti collegati ad Hamas. Il 18 settembre 2026 la Procura ha concluso le indagini preliminari nei confronti di Hannoun e di altre cinque persone. La chiusura delle indagini non equivale a una condanna e le responsabilità penali dovranno essere eventualmente accertate nel successivo procedimento giudiziario, nel rigoroso e doveroso rispetto della presunzione d’innocenza prevista dalla legge.

Cerno richiama questa vicenda per sostenere la necessità di approfondire le segnalazioni relative a possibili reti di radicalizzazione, senza liquidarle preventivamente come ricostruzioni prive di fondamento. Non risultano però accertati collegamenti diretti tra l’inchiesta Hannoun e i responsabili dei saccheggi milanesi. La questione più delicata riguarda il possibile rapporto tra chi avrebbe organizzato le mobilitazioni online e i giovani che hanno materialmente partecipato agli episodi di violenza.

Al 26 ottobre, gli accertamenti non hanno individuato collegamenti diretti già dimostrati tra Siher, sua moglie e gli autori dei saccheggi del 17 e 18 ottobre. Gli investigatori stanno approfondendo le comunicazioni digitali, le attività organizzative e gli eventuali contatti personali per stabilire se siano esistite forme di coordinamento. È su questo terreno che Cerno rivolge la propria critica alla sinistra, accusando una parte del mondo politico e intellettuale di concentrarsi sulle spiegazioni sociali delle violenze, trascurando la possibilità di una regia organizzata.

La distinzione resta fondamentale: il disagio giovanile può costituire un tema di analisi sociale, mentre l’esistenza di un’organizzazione responsabile dei disordini richiede prove specifiche. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dagli sviluppi dell’inchiesta milanese, chiamata a verificare se i contatti e gli elementi raccolti possano dimostrare un’effettiva attività di coordinamento delle violenze.

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