I risultati preliminari dell’autopsia eseguita sul corpo della cinquantaseienne deceduta il diciannove ottobre all’interno della casa per anziani di San Michele al Tagliamento, in provincia di Venezia, lasciano pochi margini ai dubbi clinici. La lavoratrice, che prestava servizio come operatrice sociosanitaria nella struttura residenziale, è stata stroncata da un infarto miocardico acuto mentre si trovava impegnata nel proprio turno di lavoro. Gli accertamenti medico-legali disposti dalla magistratura hanno confermato l’origine cardiaca del decesso, ma il cuore dell’inchiesta giudiziaria non riguarda soltanto la causa clinica della morte quanto la catena di omissioni che avrebbe preceduto il tragico epilogo della vicenda vissuta nei giorni scorsi all’interno della residenza protetta per anziani gestita dal personale locale.
La Procura della Repubblica di Pordenone ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando il reato di omicidio colposo nei confronti di una infermiera cinquantaquatrenne residente a Rivignano Teor, in provincia di Udine, che si trovava in servizio nella stessa struttura durante le ore in cui la collega ha iniziato ad accusare i primi malori. Secondo quanto emerso finora dalle testimonianze raccolte dai carabinieri e dai riscontri investigativi, la vittima si sarebbe avvicinata alla collega lamentando dolori molto precisi e localizzati, ritenuti clinicamente classici per un attacco cardiaco in corso, chiedendo implicitamente supporto medico. Nonostante i chiari segnali di sofferenza fisica, nessuno all’interno della struttura avrebbe provveduto a comporre il numero di emergenza del servizio sanitario regionale per richiedere l’intervento tempestivo di un’ambulanza o di un medico qualificato per le cure urgenti necessarie a gestire simili situazioni di estrema gravità clinica.
L’orribile sequenza degli eventi si è consumata nel corso di una normale domenica lavorativa all’interno della residenza per anziani veneziana. La cinquantaseienne aveva iniziato a manifestare fastidi fisici insoliti e particolarmente acuti, tra cui un forte dolore irradiato dalla zona dei denti verso il petto e una persistente sensazione di soffocamento descritta come un nodo alla gola. Avvertendo che la situazione stava degenerando rapidamente, la donna aveva cercato aiuto tra i corridoi della struttura, confidandosi con i colleghi presenti e in particolare con l’infermiera di turno, la cui posizione è ora al centro degli approfondimenti investigativi della magistratura inquirente. Purtroppo la gravità del quadro clinico non è stata percepita tempestivamente e nessuno ha ritenuto necessario allertare i sanitari del centodiciotto per un intervento immediato che avrebbe potuto cambiare il destino della lavoratrice.
Il dramma si è compiuto nel primo pomeriggio, quando la cinquantaseienne, ormai stremata dai sintomi dell’attacco cardiaco, si è accasciata improvvisamente priva di sensi ai piedi delle scale della struttura assistenziale. I disperati tentativi di rianimazione messi in atto successivamente non sono serviti a salvarle la vita, poiché la donna è deceduta poco dopo il crollo. Gli inquirenti stanno ora cercando di stabilire con esattezza scientifica se un intervento tempestivo da parte del personale sanitario specializzato avrebbe potuto salvare la vita alla dipendente, trasformando una tragedia evitabile in una drammatica fatalità. L’esame autoptico, condotto dal medico legale Antonello Cirnelli insieme al cardiologo Paolo Ius dell’ospedale di Portogruaro, ha fornito risposte certe sulla causa della morte, mentre si attendono i dettagli tossicologici e clinici definitivi per chiudere il cerchio sulle responsabilità professionali all’interno della residenza per anziani.
Le indagini proseguono senza sosta per fare piena luce sulla dinamica dei fatti e sulle eventuali responsabilità colpose ascrivibili al personale che si trovava in turno quella domenica. Gli investigatori stanno analizzando le dichiarazioni rese dai testimoni e vagliando ogni singolo aspetto della gestione dell’emergenza interna. La comunità locale resta profondamente scossa da una perdita così improvvisa e drammatica, avvenuta mentre la dipendente stava svolgendo le proprie mansioni lavorative quotidiane a favore degli ospiti della struttura residenziale veneziana, lasciando sgomenti colleghi, amici e familiari che ora chiedono giustizia e verità in merito alle ore precedenti al decesso.

Commenti