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Schlein chiude la convention di Montepulciano e sfida Meloni: “La destra porta caos, guerra e recessione”

Schlein a Montepulciano attacca Meloni: "La destra porta caos, guerra e recessione" - Baritalia News

La segretaria del Partito democratico chiude la convention in Toscana e rilancia la sfida al governo. Contemporaneamente il partito si divide con l’assemblea di Orvieto e il tavolo della coalizione

Elly Schlein ha scelto la convention di Montepulciano, conclusa domenica 25 ottobre e organizzata dalle aree del Partito democratico riconducibili a Roberto Speranza, Dario Franceschini e Andrea Orlando, per rilanciare la sfida al governo guidato da Giorgia Meloni. La segretaria dem ha chiesto di accelerare sulla costruzione del campo largo, puntando a definire rapidamente il programma e la leadership della coalizione in vista della prossima competizione elettorale.

Durante il suo intervento alla chiusura dell’iniziativa intitolata Pronti per l’alternativa, Schlein ha ribadito che il lavoro comune deve entrare nella fase decisiva senza prolungare ulteriormente le discussioni sull’assetto dell’alleanza. Lo ha fatto precisando che il partito non parte da zero, poiché molte proposte sono già state elaborate attraverso iniziative condivise in Parlamento e sui territori. L’obiettivo dichiarato è trasformare le convergenze politiche raggiunte in un programma capace di tenere insieme le diverse forze dell’opposizione.

Rivolgendosi agli alleati, la segretaria ha insistito sulla necessità di mantenere unito il centrosinistra, definendosi testardamente unitari. Nel corso del suo discorso, Schlein ha duramente attaccato la maggioranza, accusandola di offrire risposte inadeguate alle difficoltà economiche e internazionali. Davanti a una destra che porta caos, guerra, inflazione e recessione, ha sostenuto la necessità di offrire protezione e tranquillità per un futuro migliore fondato sull’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza.

La leader del Pd ha inoltre affermato che, dopo quattro anni di governo Meloni, l’Italia è più povera e che bisogna farsi carico di ascoltare tale sofferenza. Sull’attualità dei cortei giovanili scesi in piazza pacificamente in varie città, Schlein ha definito una buona notizia la mobilitazione delle nuove generazioni, criticando i tentativi di criminalizzazione da parte dell’esecutivo. La convention toscana ha registrato il sostegno esplicito di diversi dirigenti di primo piano, a partire da Roberto Speranza, che ha ribadito la fiducia nella segretaria ritenendone il profilo politico capace di intercettare la richiesta di cambiamento dell’elettorato progressista.

Sulla stessa linea si è mosso Peppe Provenzano, secondo cui la questione della candidatura di Schlein sarebbe già risolta sul campo, mentre la capogruppo alla Camera Chiara Braga ha confermato l’appoggio alla leader chiarendo che il partito non teme l’eventualità di primarie per individuare il candidato alla presidenza del Consiglio. Anche Nicola Zingaretti ha riconosciuto alla segretaria il merito di aver rafforzato il percorso unitario delle opposizioni. Oltre milleduecento persone sono arrivate nel cuore della Toscana per partecipare alla tre giorni organizzata dall’ala progressista del partito.

A Montepulciano è intervenuto pure Igor Taruffi, responsabile Organizzazione, tracciando la tabella di marcia con il programma da chiudere entro la fine dell’anno e le primarie fissate all’inizio del prossimo. Dal palco toscano è arrivato inoltre il contributo di Francesco De Angelis, presidente del Pd nel Lazio, che ha spostato l’attenzione sulla crisi industriale che attraversa molti territori a partire dal Sud del Lazio e dalla provincia di Frosinone, invocando una nuova stagione di politiche industriali e un ritorno congiunto a crescita e giustizia sociale.

Questa visione produttiva richiama il tema della manifattura contrapposta alla finanza. Tale impostazione rimarca la necessità di difendere il tessuto manifatturiero locale e nazionale dalle logiche della speculazione finanziaria che penalizzano la produzione reale e i salari.

Parallelamente alla tre giorni di Montepulciano, il Partito democratico si è diviso geograficamente e politicamente con la contemporanea assemblea dei riformisti riuniti a Orvieto da Lorenzo Guerini. Proprio su alcuni temi specifici, come la politica estera e la gestione del conflitto in Ucraina, sono emerse divergenze tra le due anime dem, con Guerini che ha chiesto di respingere la contrapposizione tra diplomazia e aiuti a Kiev, ricevendo la replica di Orlando.

Ulteriori distanze si sono registrate sulle primarie, con Lia Quartapelle che ha chiesto di evitare un referendum tra due leader. In questo scenario si inserisce il nodo dei rapporti con il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte e con le altre forze politiche del centrosinistra. Mentre il simbolo elettorale del collegio parlamentare di Chieti mostrava già i loghi affiancati di Rifondazione, Pd, M5S, Avs, Casa riformista e Psi, le pressioni esterne e le richieste di accelerazione avanzate da Angelo Bonelli per Alleanza Verdi-Sinistra e dallo stesso Conte hanno spinto i leader a fissare un tavolo di confronto diretto per l’inizio della settimana.

All’incontro a quattro prenderanno parte la stessa Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, chiamati a definire il metodo e le condizioni per costruire l’alternativa al governo di centrodestra. Il percorso resta complesso e fitto di tappe istituzionali e politiche che richiederanno un lavoro di sintesi molto approfondito tra le diverse sensibilità che compongono l’intero arco delle forze di opposizione in vista delle future scadenze elettorali previste.

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