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Giancarlo morto per una coltellata, la versione della moglie davanti al giudice: “È successo mentre ci giravamo”

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Giancarlo morto per una coltellata: L’interrogatorio della moglie e la versione dei fatti

Giancarlo morto per una coltellata nella sua abitazione di Pian del Ponte, frazione del comune di Bibbiena, è il drammatico epilogo di una lite domestica che ha visto coinvolti Giancarlo Bernardini, 70 anni, e sua moglie Maria Ricci, 59 anni. La ferita al polpaccio provocata da un coltello da caccia è risultata letale per l’uomo, deceduto dopo essere stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Donato di Arezzo. Nel corso dell’interrogatorio svolto davanti alla giudice per le indagini preliminari, la moglie ha fornito la sua versione dei fatti, sostenendo che il colpo è avvenuto accidentalmente. Secondo Maria Ricci, la coltellata è scaturita mentre entrambi si stavano girando durante una discussione, senza alcuna intenzione di ferire il marito. Nonostante questa versione, la donna è indagata per omicidio preterintenzionale, con la Procura che prosegue nelle indagini per chiarire la dinamica esatta dell’accaduto e le responsabilità legate alla tragica morte di Giancarlo Bernardini.

La dinamica dell’accaduto e le condizioni di Giancarlo Bernardini

Maria Ricci ha fornito una ricostruzione dettagliata della dinamica dell’accaduto durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari di Arezzo. La donna ha spiegato che, nel corso di una discussione domestica avvenuta nell’abitazione della coppia a Pian del Ponte, si è trovata a maneggiare un coltello da caccia con lama larga, apparentemente riposto sul piano della cucina tra un tagliere e un’affettatrice. La versione della moglie sostiene che la ferita al polpaccio di Giancarlo Bernardini sia stata causata in modo accidentale mentre entrambi si stavano girando, non avendo lei intenzione di colpirlo.

La coltellata è stata sufficiente a provocare una grave emorragia che ha portato al decesso del 70enne, avvenuto dopo il trasferimento all’ospedale San Donato di Arezzo. Le circostanze descritte da Maria Ricci confermano che il coltello con lama grossa ha inflitto una ferita profonda e letale nella zona della gamba. Nonostante tale versione, la donna è stata accusata di omicidio preterintenzionale. Le indagini hanno evidenziato un contesto di tensione nella coppia, ma al momento non vi è certezza sull’effettiva natura accidentale del gesto.

Le imputazioni e le conseguenze giudiziarie per la moglie

Maria Ricci, 59 anni, è stata formalmente accusata di omicidio preterintenzionale per la morte del marito Giancarlo Bernardini, 70enne deceduto dopo essere stato ferito con una coltellata al polpaccio. Nonostante la versione della donna, che ha dichiarato davanti al giudice per le indagini preliminari di aver ferito il marito accidentalmente mentre si giravano, il giudice ha disposto la sua custodia cautelare in carcere. La misura restrittiva è stata motivata dal concreto rischio di possibili interferenze nelle indagini, inclusi tentativi di inquinamento delle prove o reazioni scomposte da parte dell’indagata.

Il provvedimento segue le prime indagini svolte a Bibbiena, nel borgo di Pian del Ponte, dove si sono svolti i fatti risalenti al 18 settembre scorso. La procura ha ritenuto necessario tutelare l’efficacia del procedimento investigativo, anche alla luce della gravità dell’episodio che ha portato alla morte di Bernardini per emorragia causata dalla ferita da coltello. Le indagini sono tuttora in corso, mentre la donna si trova in carcere in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.

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