Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per insufficienza respiratoria. I medici parlano di un quadro critico ma stabile.
Vittorio Sgarbi è ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d’arte, volto noto della televisione e della vita pubblica italiana, ha 74 anni ed è stato ospedalizzato mercoledì 30 settembre. Nella serata di giovedì 1 ottobre è arrivata la comunicazione ufficiale della struttura sanitaria, che ha chiarito sia la ragione del ricovero sia il quadro clinico attuale: insufficienza respiratoria, condizioni critiche ma stabili.
Per molte ore, attorno alla situazione di Sgarbi, erano circolate indiscrezioni e ricostruzioni parziali. L’ospedale, inizialmente, aveva fatto sapere che non avrebbe diffuso bollettini medici. Poi è arrivata una nota firmata dal professor Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione del Gemelli, che ha fissato i punti essenziali: il paziente è in terapia intensiva, il quadro è serio, ma al momento non si registrano peggioramenti rispetto alla stabilizzazione raggiunta.
Attorno al ricovero si sono subito intrecciate anche le voci dei familiari. Accanto a Vittorio Sgarbi, secondo quanto emerso nelle stesse ore, ci sono la compagna Sabrina Colle e la sorella Elisabetta. Nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre è arrivata in ospedale anche la figlia Evelina Sgarbi, che ha potuto vedere il padre per pochi minuti. In serata ha affidato a una dichiarazione il suo stato d’animo dopo la visita: «Sono stata oggi al Gemelli da mio padre. Sono sconvolta». Poi ha aggiunto: «L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore. Purtroppo il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo».
Le parole di Evelina Sgarbi non aggiungono elementi clinici ufficiali, ma restituiscono il peso umano di queste ore. Ed è forse questo il punto che più colpisce quando una figura pubblica come Sgarbi, abituata da decenni a occupare la scena con forza e polemica, si ritrova improvvisamente raccontata attraverso il silenzio di una stanza di terapia intensiva: la distanza tra personaggio e fragilità, in casi del genere, si assottiglia in modo brutale.
Nel corso della giornata è intervenuto anche l’avvocato Lorenzo Iacobbi, legale di Evelina Sgarbi, con una nota molto dura. Il ricovero, secondo il legale, rappresenterebbe «non un evento improvviso, ma il tragico e annunciato epilogo di una gestione irresponsabile delle patologie» del critico d’arte. Nello stesso comunicato si sostiene che la figlia avrebbe chiesto aiuto per il padre da oltre un anno, denunciando anche una intensa attività pubblica estiva tra promozioni ed eventi in varie città italiane.
Sempre l’avvocato Iacobbi, parlando con i giornalisti dopo la visita della figlia, ha riferito che Sgarbi sarebbe intubato e non cosciente. Si tratta però di una dichiarazione proveniente dal fronte familiare e non di un aggiornamento medico diffuso dal Gemelli, che finora non ha fornito ulteriori dettagli ufficiali oltre alla nota del 1 ottobre. Allo stesso modo, nelle ore precedenti si era parlato anche di una possibile polmonite, ipotesi mai confermata dall’ospedale.
Il giorno successivo, venerdì 2 ottobre, è arrivata anche una diversa ricostruzione dei fatti che hanno preceduto il ricovero. A intervenire è stato Eugenio Lio, compagno della sorella Elisabetta Sgarbi, che ha contestato l’idea di un peggioramento trascurato per giorni. Secondo il suo racconto, la febbre sarebbe comparsa il 29 settembre e il ricovero sarebbe stato disposto la mattina del 30. Nelle prime ore, ha spiegato, la situazione sarebbe stata seguita a domicilio attraverso il servizio di assistenza privata Gemelli a Casa. Sarebbe stata Sabrina Colle a contattare i medici, che avrebbero visitato Sgarbi, rilevato la temperatura e somministrato Tachipirina.
In un primo momento la febbre si sarebbe abbassata, ma durante la notte tra il 29 e il 30 settembre la situazione sarebbe peggiorata, con nuova salita della temperatura e calo della saturazione. Da lì la decisione del trasferimento in ospedale. Eugenio Lio ha sintetizzato così quella fase: «Non sembrava una cosa grave, inizialmente, ma poi la situazione è precipitata». Anche in questo caso, si tratta di una ricostruzione familiare che non sostituisce il quadro clinico comunicato dai medici.
Nelle ultime ore il dibattito si è spostato anche sul piano legale e mediatico. Durante la trasmissione “La Vita in Diretta”, su Rai 1, è intervenuto l’avvocato Ugo Ruffolo, che assiste Sgarbi nella causa aperta dalla figlia Evelina. Il legale ha respinto con decisione l’ipotesi che il peggioramento della salute sia stato favorito dagli impegni pubblici degli ultimi mesi. «Le accuse sono indecenti», ha dichiarato, aggiungendo che «Sgarbi si è stancato molto più trafficando per tribunali, uscendo imbacuccato, che non andando a fare per il proprio piacere presentazioni».
Ruffolo ha poi richiamato il contenzioso in corso tra padre e figlia, definendo «umiliante» per un uomo «di quella statura» dover dimostrare davanti a un giudice o a un perito di essere capace di intendere e di volere. Il riferimento è alla richiesta di nomina di un amministratore di sostegno avanzata da Evelina Sgarbi, vicenda sulla quale era stata disposta una perizia medica. Anche questo passaggio, tuttavia, non modifica il dato centrale di queste ore: Vittorio Sgarbi resta ricoverato in terapia intensiva al Gemelli, sotto stretto monitoraggio.
Negli ultimi anni il critico d’arte aveva già attraversato diverse difficoltà di salute. Dal 2023 i problemi fisici si erano fatti più frequenti, tanto da portarlo a ridurre e in alcuni momenti sospendere anche la sua presenza televisiva. Nella primavera del 2025 era stato ricoverato a lungo, sempre al Gemelli di Roma, per una profonda sindrome depressiva. Lo scorso febbraio, alla Certosa di Ferrara, era riapparso in pubblico visibilmente debilitato.
Figura divisiva ma centrale nel dibattito culturale italiano, Vittorio Sgarbi ha attraversato decenni di televisione, politica, critica d’arte e spettacolo con uno stile personale inconfondibile. Proprio per questo il suo ricovero ha avuto un impatto immediato nell’opinione pubblica. Al momento, però, l’unico quadro ufficiale resta quello fornito dall’ospedale: insufficienza respiratoria, condizioni critiche ma stabili, nessuna prognosi resa nota e nessuna indicazione sui tempi della degenza.
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