Dopo l’esordio su RaiPlay, FOMO sbarca su Netflix il 31 ottobre 2026: 12 episodi per seguire l’ultimo anno di liceo di sei studenti romani.
FOMO – Fear Of Missing Out è pronta a raggiungere un pubblico più ampio. La docuserie italiana, già disponibile su RaiPlay dal 17 settembre, arriverà su Netflix il 31 ottobre 2026 portando sulla piattaforma il racconto di un anno decisivo: quello della maturità, vissuto da un gruppo di studenti del liceo Vittoria Colonna di Roma.
Il titolo richiama una sensazione molto contemporanea e immediatamente riconoscibile, soprattutto tra i più giovani: la “fear of missing out”, cioè la paura di restare esclusi, di perdersi qualcosa, di arrivare tardi rispetto agli altri. È un’ansia che attraversa le relazioni, la vita scolastica, i social, le chat e perfino il modo in cui si immagina il futuro. La serie parte proprio da qui per costruire un racconto che segue i protagonisti dal primo giorno di scuola fino all’esame di maturità.
Al centro ci sono sei ragazzi reali, non attori chiamati a interpretare un copione. I loro nomi sono Valerio Clemente, Carlo De Vita, Lucia Tea Di Cosmo, Tea Jonis, Frida Rizza e Tancredi Russo. La loro quotidianità diventa la materia narrativa di una docuserie che sceglie un’impostazione molto vicina al documentario osservativo: niente finzione dichiarata, nessuna voce esterna a spiegare cosa pensano o cosa provano, ma una narrazione che lascia spazio ai momenti vissuti in presa diretta.
La scuola è il perno del racconto, ma non ne esaurisce il mondo. Dentro e fuori le aule passano amicizie, tensioni, interrogazioni, assemblee, relazioni sentimentali, delusioni, feste, aspettative e paure. C’è anche la domanda che, prima o poi, bussa alla porta di quasi tutti a quell’età: chi si diventerà una volta finito il liceo? In questo senso FOMO prova a raccontare non soltanto un gruppo di ragazzi, ma una fase di passaggio che mescola leggerezza e inquietudine.
La struttura della serie accompagna questo percorso senza salti temporali. I 12 episodi seguono infatti l’intero arco dell’anno scolastico, mantenendo una continuità che rende più evidente la trasformazione dei protagonisti. Su RaiPlay gli episodi sono stati distribuiti in tre blocchi da quattro, mentre su Netflix saranno disponibili per gli abbonati a partire dal 31 ottobre 2026.
Dietro il progetto ci sono Pietro Daviddi e David Gallerano, che firmano scrittura e regia. FOMO è un Original della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali ed è prodotto da OUR FILMS, con Gabriele Immirzi, Lorenzo Mieli e Mario Gianani. Anche l’impianto formale contribuisce a definire l’identità della serie: camera a mano, luce naturale, dialoghi non costruiti e presenza costante degli schermi. Stories, vocali, messaggi e gruppi WhatsApp non fanno da semplice cornice, ma diventano parte integrante del racconto.
È forse questo uno degli aspetti più interessanti del progetto. Molti prodotti che parlano di adolescenti finiscono per osservarli dall’esterno, spesso con un filtro didascalico o con il bisogno di giudicare. FOMO, almeno nelle intenzioni e nel dispositivo scelto, sembra andare in un’altra direzione: prova a stare accanto ai suoi protagonisti, senza spiegare troppo e senza distribuire etichette morali. È una scelta che può rendere il racconto più autentico e anche più fragile, ma proprio per questo più vivo.
La musica ha un ruolo centrale. La colonna sonora è prodotta dai Voga, ovvero Enrico Esposito e Lorenzo Biscione, e include anche un inedito della cantautrice Ariete. Le musiche sono di Warner Music Italy. Non si tratta di un elemento ornamentale: il suono, in una serie come questa, accompagna il ritmo emotivo dei protagonisti e dialoga con il loro linguaggio, con i social, con il modo rapido e intermittente in cui oggi si vive e si racconta la realtà.
Dal punto di vista narrativo, la docuserie mette insieme momenti intimi e scene collettive. Ci sono i passaggi più privati, quelli affidati a una confidenza o a uno sguardo, e ci sono i momenti corali in cui il gruppo prende forma tra i banchi, nei corridoi, durante le uscite e nelle occasioni che segnano la fine di un ciclo. L’ultimo anno di scuola, del resto, ha una densità particolare: è un tempo sospeso in cui tutto sembra succedere insieme, e questa accelerazione è una delle componenti più riconoscibili del racconto.
L’approdo su Netflix rappresenta un passaggio importante per la visibilità della serie. Dopo il debutto su RaiPlay, la distribuzione sulla piattaforma internazionale può allargare il pubblico di un titolo che punta a intercettare soprattutto chi conosce da vicino quel tipo di linguaggio e di esperienza, ma che può parlare anche a spettatori più adulti. Anzi, proprio per i genitori o per chi dell’adolescenza conserva un ricordo ormai lontano, una serie del genere può avere un valore ulteriore: mostrare quanto siano cambiati gli strumenti, senza però cancellare le incertezze di fondo che accompagnano il diventare grandi.
In questo sta probabilmente la forza dell’operazione. Le chat, TikTok, i vocali e i gruppi WhatsApp sono il paesaggio del presente, ma il nodo resta antico: cercare il proprio posto, misurarsi con gli altri, temere di restare indietro. FOMO prova a tenere insieme entrambe le dimensioni, quella generazionale e quella universale, raccontando l’adolescenza di oggi senza trasformarla in una caricatura.
Per chi vorrà recuperarla su Netflix, l’appuntamento è fissato al 31 ottobre 2026. Dodici episodi per attraversare un anno scolastico fino al suo momento più simbolico, l’esame di maturità, seguendo da vicino sei ragazzi di Roma alle prese con l’età in cui ogni scelta sembra enorme e ogni assenza pesa più del dovuto.
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